Eleonora

Posto finestrino sul volo per Catania

Ricordo ancora l’emozione del volo per Catania.

Un biglietto solo andata con compagnia low cost, quando ancora il bagaglio da stiva non era un lusso per nababbi (e addirittura era compreso nel prezzo un bagaglio a mano che non avesse le dimensioni di un portacarte).
Mi feci accompagnare all’aeroporto di Milano Malpensa da mia madre, che già prima ancora di scendere dalla macchina mi aveva salutato una decina di volte come se stessi partendo per il fronte.

Sono gli inizi di Luglio ma a Malpensa riesce comunque ad esserci la pioggia.
Un ultimo bacio lanciato alla mia mamma prima di entrare ai controlli e vado alla ricerca del gate da cui imbarcarmi. Supero i neo-maturati che fanno stories in attesa del loro volo diretto ad Amsterdam, i gruppi di amiche che stanno andando a festeggiare gli addii al nubilato ad Ibiza e le coppie con il cappello di paglia coordinato pronte per la loro avventura in qualche paese esotico, quando finalmente mi imbatto nella coda per il volo Milano – Catania. “Cettu Mbare, oggi scinnu! Viri ca ci sunnu macari iu! Ava, ca stasira c’arricriamo !”. Eccomi, sono arrivata.


L’attesa passa tra le ultime chiamate ai parenti per avvisare che si sta per partire e quelle agli amici per organizzare le uscite per la sera stessa, tutto tranquillo, così come l’imbarco. Al momento dell’assegnazione dei posti però accade l’irreparabile: nonna e zia, salite per venire a trovare il nipote a Milano, non sono sedute vicine! Le due signore, prese dal panico iniziano così a raccontare a gran voce ai propri vicini di posto i legami di parentela che le legano nella speranza di convincere i malcapitati a fare cambio di posto. Arrivati al quindicesimo grado di cuginanza nell’albero genealogico, le hostess riescono a far sedere le signore che nel frattempo avevano cambiato almeno una decina di posti.
Nemmeno il tempo di decollare e parte al microfono la vendita di profumi in sconto, modellini di velivoli, snack, bevande e chi più ne ha più ne metta. La signora accanto a me si fa mostrare tutto il catalogo di modellini, per il nipote che “sa, è appassionato di aerei”. La zia e la nonna, che finalmente si possono nuovamente alzare, decidono di giocare ancora un po’ al gioco della sedia, facendo cambiare qualche altro posto ai passeggeri finché nuovamente l’assistente di volo non se ne accorge e le rimanda al posto.

Quasi arrivati a destinazione non può mancare la vendita dei biglietti della lotteria. Due anziane signore decidono che è il loro momento di tentare la sorte e vincere quell’auto. Comprano una ventina di biglietti a testa e tirando fuori le monetine dal borsello, iniziano a grattare tutto ciò che era possibile grattare, richiamando l’hostess ad ogni casellina per domandarle se risultasse vincente “signorina, io non ho ben capito, ma quando c’è scritto questo, vuol dire che ho vinto?…No?…e adesso?….non si secchi signorina, guardi anche questa”.


Prima di capire se le signore sarebbero rientrate a casa con una nuova utilitaria, il pilota annuncia l’atterraggio. Guardo fuori dal finestrino e mi si apre una vista mozzafiato: non una nuvola, solamente il cielo limpido e il sole che illumina l’Etna. Un giro veloce attorno alla montagna, e il panorama si apre su una distesa di acqua azzurra luccicante e l’emozione è incontenibile. Ciao Catania!

Posto finestrino sul volo milano malpensa - catania. una distesa d'acqua e un paesaggio mozzafiato
Una distesa d'acqua, la vista dal mio finestrino

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