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LA TRINACRIA

Simboli siciliani

Sono un po’ gazza ladra: non resisto al fascino degli oggetti vistosi e luccicanti. In particolare se sono legati in qualche modo alla Sicilia.

Quando l’idea di poter vivere in quest’isola era per me ancora solo un sogno, la possibilità di poter “indossare la Sicilia” era un modo per poter sentire un pochino del suo calore anche nelle giornate più buie.

Uno dei simboli che preferisco portare è indubbiamente la Trinacria, così unica e inconfondibile, grida Sicilia in ogni sua rappresentazione.

Per quanto sia un simbolo riconoscibile da chiunque, non tutti però sono a conoscenza della sua origine. Ora vi racconto un po’ di questa particolare rappresentazione, cosicché, ogni volta che la sfoggerete potrete raccontare della sua storia!

COSA RAPPRESENTA LA TRINACRIA? PERCHÉ SI CHIAMA TRINACRIA?

Storia e Origini del simbolo che rappresenta la Sicilia

Come ogni icona, anche la Trinacria ha origini antiche che si perdono nella storia dei tempi e deriva probabilmente dalle simbologie orientali raffiguranti il Sole; l’idea della circolarità e del movimento a cui rimandano le spirali (che successivamente si trasformarono in gambe), sarebbe riferita al movimento apparente del Sole.

Nelle raffigurazioni antiche, la Triscele (il nome dell’antico simbolo) viene rappresentata in molti modi differenti e nel tempo si è arrivati ad una progressiva “umanizzazione” del simbolo, attribuendogli una testa femminile e delle gambe.

La testa femminile che appare in quasi tutte le riproduzioni della Trinacria, è quella di una Gorgone (meglio conosciuta col nome di Medusa, una delle tre sorelle dallo sguardo di pietra). Oltre ad essere una rappresentazione molto comune nel mondo antico, è interessante la scelta di una gorgone anche per il ripetersi del numero tre all’interno della raffigurazione (le tre sorelle mitologiche, figlie di divinità dei mari erano Medusa, Steno ed Euriale).

Ho trovato molto interessante lo studio di Davide Maria Gabriele in cui si parla della possibilità che la decisione di attribuire delle gambe alla Trinacria possa essere derivata dall’usanza degli spartani di incidere sugli scudi una gamba piegata che avrebbe rappresentato un simbolo di forza. Sempre in questo studio, Davide Maria Gabriele asserisce che il nome Triskeles derivi dal greco Treis Akra, ossia: tre promontori. (Al termine dell’articolo troverete tutti i link utili ad approfondire).

In riferimento a ciò, una delle ipotesi maggiormente supportata, è quella che le tre gambe rappresentino i tre principali promontori dell’isola ossia: Pachino (oggi capo Passero), Lilibeo (oggi Capo Boeo) e Peloro (oggi Punta del Faro).

Oltre alla testa di gorgone e alle gambe, nelle rappresentazioni della Trinacria sono spesso presenti delle spighe di grano; in uno studio sulla monetazione, Marco Vitale attribuisce alla presenza delle spighe la funzione rappresentativa dell’importanza della Sicilia come produttrice di grano in epoca romana; sempre in questo studio conferma che le gambe possano simboleggiare le differenti posizioni geografiche di città dell’isola (in alcune monete infatti, le gambe risultano poste in posizioni differenti – ad esempio sotto il mento della gorgone – a seconda della localizzazione geografica a cui si riferisce la monetazione).

La trinacria è diventata nei secoli il simbolo maggiormente rappresentativo di quest’isola, tanto da essere rappresentato sulla bandiera della Regione Siciliana, che sventola mostrando il fascino della storia e del mito che questa terra custodisce.

Vi lascio qui sotto, assieme ai riferimenti bibliografici, alcuni link agli studi che ho citato nell’articolo per poter approfondire l’argomento e sorprendervi, come me, dell’incredibile storia di questa terra unica.

ritratto ragazza con orecchini a forma di trinacria, sicilia
Orecchini con Trinacria

BIBLIOGRAFIA:

  • (Davide Maria Gabriele (2016), Dalla Trinacria alle Puglie: cartografia e mito nelle medaglie borboniche del XVIII e XIX sec., Quaderni di laMoneta.it, http://www.numismaticamente.it );
  • (Solas Boncompagni (2006), Il mondo dei simboli. Numeri, lettere e figure geometriche, Edizioni Mediterranee);
  • (Marco Vitale (2015), Rappresentazioni simboliche della Sicilia sulle monete greche e romane, ” Ormos. Ricerche di Storia Antica, 200-225);
  • (A.Longo (1966), voce Triscele, Enciclopedia dell’arte antica, Treccani Online https://www.treccani.it/enciclopedia/triscele_(Enciclopedia-dell’-Arte-Antica) ).

LINK UTILI:

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Articoli-italiano, Eleonora

Eleonora in Sicily

Ciao! Mi chiamo Eleonora e ho deciso di seguire la mia passione e fare un viaggio controcorrente: emigrare al Sud.


La mia infanzia si è svolta tra la Lombardia e la Valle d’Aosta e all’età di 18 anni mi sono trasferita in Veneto per intraprendere gli studi universitari in economia e gestione dei beni culturali. Ho amato la vita a Venezia, che per quasi cinque anni è stata la mia casa e che mi ha lasciato ricordi ed emozioni indelebili. Ho lavorato per qualche mese a Praga, dove ho incontrato persone magnifiche e goduto delle bellezze di questa capitale così magica…ma nessuna città nel mondo ha saputo distogliermi dal mio unico grande amore: la Sicilia.
I miei genitori si sono sempre prodigati per farmi amare il mio Paese, sin da piccola ho viaggiato con loro in giro per l’Italia scoprendo posti meravigliosi e riempiendomi gli occhi (….e la pancia!) di tutte le meraviglie che questa Nazione regala.


Ricordo le malinconiche e romantiche nebbie di un gennaio tra i canali di Ferrara; il piacere di scaldarsi con un buonissimo Bicerin in un febbraio torinese; le passeggiate di notte tra amici con una birra in mano tra le piazze Bolognesi, in un Marzo che si rivelò incredibilmente caldo; ad Aprile un acquazzone primaverile che fece scappare tutti i turisti da campo dei Miracoli lasciandolo meravigliosamente vuoto e silenzioso; un autobus cigolante che in una sera di Maggio ti accompagna per le strade di Roma passando tra maestosi monumenti; le luminare ad illuminare una calda sera di Giugno ad Agropoli in cui si festeggia il patrono; i virtuosismi dell’Umbria Jazz Festival che riempiono le notti di Luglio; il fumo e le risate provenienti da una griglieria di Santa Maria di Leuca a Ferragosto; il profumo inconfondibile delle bouganville ancora in fiore in un caldissimo settembre calabrese; il bellissimo coccio in cui durante un pranzo ottobrino a Tortoreto vennero serviti quintali di arrosticini; la neve di Novembre che rende il paesaggio sul lago di Como ancora più magico ; il vino caldo dei mercatini di natale di Trento che riesce a scaldare anche il dicembre più freddo…


E quante ancora ce ne sarebbero da ricordare, ma nessuno di questi luoghi meravigliosi ha potuto prendere il posto nel mio cuore che era riservato solo a quell’isola, unica ed inimitabile. Ricordo con quale luce negli occhi i miei genitori mi parlassero degli anni vissuti in Sicilia e desideravo un giorno poter essere lì anche io.
Nell’estate del 2019 presi la decisione: riposi la corona d’alloro e con un trolley e un biglietto di sola andata iniziai la mia nuova vita a Catania.


Da qui inizia la mia storia siciliana e se avrete piacere di seguirmi, vorrei mostrarvi coi miei occhi tutta la bellezza che questa isola ha da offrirvi e far battere anche a voi il cuore come successe a me la prima volta che misi piede in questa magnifica terra.

Guida della sicilia alla mano, biglietti malpensa catania e l'inizio di una nuova avventura
L'inizio di una nuova avventura
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Eleonora

Posto finestrino sul volo per Catania

Ricordo ancora l’emozione del volo per Catania.

Un biglietto solo andata con compagnia low cost, quando ancora il bagaglio da stiva non era un lusso per nababbi (e addirittura era compreso nel prezzo un bagaglio a mano che non avesse le dimensioni di un portacarte).
Mi feci accompagnare all’aeroporto di Milano Malpensa da mia madre, che già prima ancora di scendere dalla macchina mi aveva salutato una decina di volte come se stessi partendo per il fronte.

Sono gli inizi di Luglio ma a Malpensa riesce comunque ad esserci la pioggia.
Un ultimo bacio lanciato alla mia mamma prima di entrare ai controlli e vado alla ricerca del gate da cui imbarcarmi. Supero i neo-maturati che fanno stories in attesa del loro volo diretto ad Amsterdam, i gruppi di amiche che stanno andando a festeggiare gli addii al nubilato ad Ibiza e le coppie con il cappello di paglia coordinato pronte per la loro avventura in qualche paese esotico, quando finalmente mi imbatto nella coda per il volo Milano – Catania. “Cettu Mbare, oggi scinnu! Viri ca ci sunnu macari iu! Ava, ca stasira c’arricriamo !”. Eccomi, sono arrivata.


L’attesa passa tra le ultime chiamate ai parenti per avvisare che si sta per partire e quelle agli amici per organizzare le uscite per la sera stessa, tutto tranquillo, così come l’imbarco. Al momento dell’assegnazione dei posti però accade l’irreparabile: nonna e zia, salite per venire a trovare il nipote a Milano, non sono sedute vicine! Le due signore, prese dal panico iniziano così a raccontare a gran voce ai propri vicini di posto i legami di parentela che le legano nella speranza di convincere i malcapitati a fare cambio di posto. Arrivati al quindicesimo grado di cuginanza nell’albero genealogico, le hostess riescono a far sedere le signore che nel frattempo avevano cambiato almeno una decina di posti.
Nemmeno il tempo di decollare e parte al microfono la vendita di profumi in sconto, modellini di velivoli, snack, bevande e chi più ne ha più ne metta. La signora accanto a me si fa mostrare tutto il catalogo di modellini, per il nipote che “sa, è appassionato di aerei”. La zia e la nonna, che finalmente si possono nuovamente alzare, decidono di giocare ancora un po’ al gioco della sedia, facendo cambiare qualche altro posto ai passeggeri finché nuovamente l’assistente di volo non se ne accorge e le rimanda al posto.

Quasi arrivati a destinazione non può mancare la vendita dei biglietti della lotteria. Due anziane signore decidono che è il loro momento di tentare la sorte e vincere quell’auto. Comprano una ventina di biglietti a testa e tirando fuori le monetine dal borsello, iniziano a grattare tutto ciò che era possibile grattare, richiamando l’hostess ad ogni casellina per domandarle se risultasse vincente “signorina, io non ho ben capito, ma quando c’è scritto questo, vuol dire che ho vinto?…No?…e adesso?….non si secchi signorina, guardi anche questa”.


Prima di capire se le signore sarebbero rientrate a casa con una nuova utilitaria, il pilota annuncia l’atterraggio. Guardo fuori dal finestrino e mi si apre una vista mozzafiato: non una nuvola, solamente il cielo limpido e il sole che illumina l’Etna. Un giro veloce attorno alla montagna, e il panorama si apre su una distesa di acqua azzurra luccicante e l’emozione è incontenibile. Ciao Catania!

Posto finestrino sul volo milano malpensa - catania. una distesa d'acqua e un paesaggio mozzafiato
Una distesa d'acqua, la vista dal mio finestrino

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